Display advertising su inventario garantito, i dati?

Il mercato display dell’online advertising, nonostante il trend in decisa crescita, vive un momento di forte confusione, legato all’affermazione di circuiti che propongono l’applicazione di tecnologie e modelli di vendita che una volta erano prerogativa esclusiva del mercato search. Questo trend credo stia rendendo sempre più labile e poco significativa la classica divisione del mercato in segmento search e segmento display, mentre penso stia assumendo sempre maggior peso una segmentazione in vendita garantita vs vendita non garantita.

A dire il vero credo che questa distinzione sia vecchia ormai già da troppi anni e di sicuro non rappresenta più la reale situazione del mercato. Con il RTB infatti, non è la prima volta che vengono applicati, su inventari display, sistemi ad asta con un approccio tecnologico al targeting degli annunci. La rete display di AdSense è solamente l’esempio più noto di come il Real Time Bidding sia solo un’amplificazione di qualcosa a cui il mercato era già abituato. Continua a leggere Display advertising su inventario garantito, i dati?

Mobile advertising nel 2013

Anni fa mi sono schierato contro gli hype generati attorno al mondo mobile e ho etichettato come “speculative” molte iniziative che ritenevo fossero tenute in vita esclusivamente dal clima di dilagante euforia che caratterizzava l’intero settore. Ritenevo non ci fosse la massa critica necessaria a giustificare tanto rumore e assistevo a scarsi volumi (prevalentemente in termini di traffico).

Il mobile è stato comunque un trend di indiscusso traino negli ultimi anni e credo che oggi i tempi siano maturi per fare analisi meno sensazionaliste. Cosa è cambiato? Il chiacchiericcio si è fortemente ridotto, se ne sentono ancora tante ma sono tante anche le esperienze di chi ha visto deluse le eccessive aspettative, inoltre i volumi sono cresciuti e, oggi, possono sicuramente essere considerati interessanti. Continua a leggere Mobile advertising nel 2013

Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Ero a cenare con i miei, in questa tranquilla serata domenicale, quando un servizio in onda su RaiNews, della trasmissione Scenari, ha disturbato la mia quiete rovinandomi sul finire il pasto.

Il tema della puntata è “Evasori internazionali” e il servizio inizia subito in tromba con la seguente provocazione:

Usiamo tutti i giorni Google, Facebook, prodotti Microsoft o Apple. Ma loro le tasse le pagano?

si rispondono subito:

Assolutamente no, sono fra le compagnie che evadono di più il fisco sfruttando la loro dimensione multinazionale.

Un’introduzione tanto “strillata” non poteva certo far ben sperare riguardo la serietà di ciò che sarebbe seguito, ed effettivamente il tenore è rimasto lo stesso per tutto il servizio. L’obiettivo evidente è quello di approfittare dell’ondata di malcontento suscitata dal periodo di crisi economica, e del conseguente sentimento anticapitalistico che dilaga, per fare ascolti, poco importa se perseguendo l’obiettivo scappi qualche boiata. Continua a leggere Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Che fine ha fatto il Decreto Digitalia?

Segnalo questo video del grande Guido, nel quale viene denunciata la situazione grottesca  e di assoluta incertezza nella quale vengono ridotti tutti coloro i quali hanno interesse a seguire la conversione in legge del Decreto Digitalia. La faccenda a me sembra abbia dell’incredibile, spero tanto si tratti di un clamoroso errore che nessuno reputi accettabile.

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Cos’è il Real-Time Bidding – Le 10 cose che non si dicono

  1. Il Real-Time Bidding non è un concetto nuovo, la rete display di Ad Words funziona in modo analogo da una vita;
  2. Chiamare la stessa solfa in modo diverso genera un nuovo hype che spingere gli editori ad adottarla e gli advertiser ad allocarvi budget;
  3. Il Real-Time Bidding paga molto meno della vendita diretta, non a caso viene usato sugli inventari invenduti;
  4. Acquistare in Real-Time Bidding significa affidarsi a dati che non possono essere sottoposti a controllo umano;
  5. È molto difficile acquistare in Real-Time Bidding mantenendo il controllo di dove vengano visualizzate le creatività;
  6. Il Real-Time Bidding arricchisce i grandi network, impoverisce gli editori e non risponde alle logiche delle campagne di branding tradizionali;
  7.  In Real-Time Bidding controllare l’accostamento del proprio brand con quello dei propri concorrenti è impossibile;
  8. Il Real-Time Bidding spoglia gli spazi pubblicitari del loro valore intrinseco legato all’autorevolezza dell’editore e alla qualità dei suoi contenuti, i criteri di targeting che qualificano il bid sono riferiti all’utente;
  9. I budget allocati in Real-Time Bidding vengono in parte erosi dal segmento della vendita diretta. Un editore che apre l’inventario al Real-Time Bidding fa concorrenza a se stesso;
  10. Molto meglio vendere direttamente il proprio inventario garantito utilizzando Dotadv. 😉