Aeromodellisti… altro che maker

Succede quasi sempre alle cose belle, ai fenomeni interessanti e alle migliori tendenze culturali che qualcuno ad un tratto decida di affibbiargli un nome… un’etichetta che avvicini alla gente comune concetti che alle volte sono tutt’altro che semplici ma, con una nuova parolina magica, diventano spendibili per i media e quindi entrano nel lessico delle persone comuni. La gente inizia a parlarne senza necessariamente saperne molto, senza viverle… si costruisce un’opinione sulla base di informazioni approssimative che diventano di pubblico dominio.

Non c’è niente di male ed è normale che accada, le cose belle vanno raccontate ed è positivo che la gente nei limiti del possibile ne prenda coscienza. Personalmente però preferisco le cose difficili, quelle che vanno cercate, scoperte e inventate… il genere di cose che rischiano di essere sporcate dal chiacchiericcio e da hype eccessivi.

Il termine startup ad esempio ormai da quasi nausea tanto se ne abusa, ma di esempi simili ce ne sono (e ce ne sono stati) a palate in ogni settore. Oggi vorrei però chiarire questo concetto confuso parlandovi a mio modo dei maker, o meglio, raccontare la storia incredibile di alcuni maker che stanno davvero cambiando un’industria. La cosa bella è che i protagonisti di questa storia non credo si definiscano maker… sono semplici aeromodellisti che alla domanda: “perché avete fatto tutto questo?” rispondono soltanto:

Perché volevamo e potevamo farlo.

Prima di entrare nel vivo del racconto devo chiarire meglio il concetto di “semplice aeromodellista”. Nell’immaginario comune probabilmente l’aeromodellista è visto come un bambinone intento a far svolazzare il suo costoso e fragile giocattolo volante. Io invece voglio parlare dell’aeromodellista costruttore, il tipo di aeromodellista che costruisce i suoi modelli e che può avere esperienze più o meno significative in molte attività e materie tecniche, tra le quali: lavorazione del legno, di materie plastiche, di materiali compositi, di metalli, verniciatura, termoformatura, aerodinamica, elettronica, meccanica, informatica… etc… L’aeromodellista da sempre condivide esperienze e tecniche con altri suoi simili in gruppi e club, ma con l’avvento di internet la condivisione delle informazioni è diventata globale.

L’aeromodellista costruttore può fare cose di questo genere:

Riprodurre processi di stampaggio semi-industriali in casa sua

Progettare e costruire macchine a controllo numerico

Sviluppare software complessi


Realizzare “aeroplanini” come questi

Sono finito col divagare troppo, scriverò della storia a cui mi riferivo un’altra volta, il senso di questo post a questo punto resta squisitamente polemico: i maker sono sempre esistiti, ho parlato di aeromodellisti perché è un mondo che conosco ma sono sicuro ci siano tante altre categorie di appassionati abituate a creare cose meravigliose. Non saprei dire se queste persone vedano nelle stampanti 3d la nuova rivoluzione industriale, sono sicuro però che ci vedano un nuovo interessante “attrezzo” e che probabilmente… saprebbero farci qualcosa di più di un portapenne.

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