Disoccupazione quasi giovanile

Sul BusinessCommunity della scorsa settimana si legge un articolo molto interessante che propone una bella chiave di lettura rispetto al problema della disoccupazione giovanile.

La chiave è semplice: i dati ufficiali che vengono comunemente sollevati rispetto alla disoccupazione giovanile sono riferiti alla fascia d’età 15-24 anni, ma la situazione più grave nel nostro paese si registra nella fascia d’età 25-34 anni, la cosiddetta generazione Y, che dovrebbe contribuire in forte misura alle economie del paese e che invece è in grossissima crisi registrando, in termini assoluti, il quantitativo maggiore di disoccupati.

Quello che trovo più interessante non è tanto il dato quantitativo quanto l’analisi che si cerca di fare del profilo generazionale. Spesso si parla di disoccupazione come si parlasse di siccità nel deserto, limitandosi quindi a riportare numeri che di per se non aiutano a comprendere il problema. Il punto non è se ci sia o meno lavoro, il punto è capire come mai i trentenni italiani siano quelli messi peggio al netto della complessiva scarsità. Continua a leggere Disoccupazione quasi giovanile

Illusione di controllo

Oggi stavo cercando un po’ di letteratura scientifica riguardo gli errori di valutazione, le decisioni complesse e il calcolo del rischio, ho iniziato a vagare di fonte in fonte finché sono incappato in una definizione che mi ha fatto riflettere:

Il potere dà facilmente alla testa e induce a pensare di avere un controllo personale sugli eventi che va ben al di là del reale.

Si tratta dell’illusione di controllo, un fenomeno che forse suonerà banale ma che è stato recentemente studiato e dimostrato in laboratorio. Le persone abituate ad esercitare il potere sono spesso soggette ad errori di valutazione legati all’illusione di avere la possibilità di intervenire su variabili e comportamenti che sono evidentemente al di fuori del loro controllo. Continua a leggere Illusione di controllo

Aeromodellisti… altro che maker

Succede quasi sempre alle cose belle, ai fenomeni interessanti e alle migliori tendenze culturali che qualcuno ad un tratto decida di affibbiargli un nome… un’etichetta che avvicini alla gente comune concetti che alle volte sono tutt’altro che semplici ma, con una nuova parolina magica, diventano spendibili per i media e quindi entrano nel lessico delle persone comuni. La gente inizia a parlarne senza necessariamente saperne molto, senza viverle… si costruisce un’opinione sulla base di informazioni approssimative che diventano di pubblico dominio.

Non c’è niente di male ed è normale che accada, le cose belle vanno raccontate ed è positivo che la gente nei limiti del possibile ne prenda coscienza. Personalmente però preferisco le cose difficili, quelle che vanno cercate, scoperte e inventate… il genere di cose che rischiano di essere sporcate dal chiacchiericcio e da hype eccessivi. Continua a leggere Aeromodellisti… altro che maker

Cose che sto imparando: la credibilità

Qualche anno fa, quando andavamo in giro a proporre i nostri ambiziosi progetti (gli stessi che oggi sono alla base di Dotadv), il più delle volte venivamo squadrati con sospetto da personaggi che esercitavano nei nostri confronti una posizione di superiorità. Ai tempi non eravamo completamente consapevoli del perché ciò avvenisse, dal nostro punto di vista eravamo noi ad offrire loro un’opportunità evidente.

Nel tempo, con l’evolversi delle cose, dopo ogni piccolo traguardo raggiunto, abbiamo potuto constatare come la percezione che gli altri avevano di noi e di ciò che stavamo facendo cambiasse poco alla volta. Piano piano Dotadv, da “progetto incredibile” (o non credibile), si è trasformato in un team di persone credibili (concedetemelo 🙂 ). Continua a leggere Cose che sto imparando: la credibilità

Come funziona il Registro Pubblico delle Opposizioni

Oggi ho scoperto un dettaglio curioso che mi ha rovinato il pomeriggio e non posso fare a meno di condividerlo. Tutti hanno esperienza di cosa voglia dire essere disturbati telefonicamente da “Marco della Fastweb”, “Monica di Infostrada” o “Giorgio di TeleTu”. Il lavoro dei call center che chiamano in uscita per fini commerciali, per quanto rispettabile, è odiato orizzontalmente da chiunque. So che è un lavoro spesso odiato anche da chi lo fa, essere obbligati a contattare persone non interessate al prodotto che si vende, spesso stanche ed arrabbiate… non è divertente.

È per questo che con decreto n. 256 del 2 novembre 2010 è stato istituito il Registro delle Pubbliche Opposizioni. Grazie a questo “fantastico servizio” se non vuoi essere più disturbato da “Marco della Fastweb” basta iscriverti in qualità di Abbonato al registro e… “Marco della Fastweb” continuerà a disturbarti lo stesso. Tale e quale a prima ve lo garantisco. Continua a leggere Come funziona il Registro Pubblico delle Opposizioni

Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Ero a cenare con i miei, in questa tranquilla serata domenicale, quando un servizio in onda su RaiNews, della trasmissione Scenari, ha disturbato la mia quiete rovinandomi sul finire il pasto.

Il tema della puntata è “Evasori internazionali” e il servizio inizia subito in tromba con la seguente provocazione:

Usiamo tutti i giorni Google, Facebook, prodotti Microsoft o Apple. Ma loro le tasse le pagano?

si rispondono subito:

Assolutamente no, sono fra le compagnie che evadono di più il fisco sfruttando la loro dimensione multinazionale.

Un’introduzione tanto “strillata” non poteva certo far ben sperare riguardo la serietà di ciò che sarebbe seguito, ed effettivamente il tenore è rimasto lo stesso per tutto il servizio. L’obiettivo evidente è quello di approfittare dell’ondata di malcontento suscitata dal periodo di crisi economica, e del conseguente sentimento anticapitalistico che dilaga, per fare ascolti, poco importa se perseguendo l’obiettivo scappi qualche boiata. Continua a leggere Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Etica del potere contrattuale

Nella maggior parte delle contrattazioni, che vi sia in gioco una posizione lavorativa, una prestazione di servizi, la vendita di prodotti o l’affitto di casa, una delle due parti si dimostra più forte dell’altra, è in grado cioè di minacciare, più o meno esplicitamente, l’abbandono delle trattative al fine di spuntare condizioni maggiormente favorevoli.

In molti casi si tratta di un normale processo di negoziazione tra domanda e offerta, ma ci sono altri fattori che conferiscono potere contrattuale che nulla hanno a che vedere con l’oggetto dell’accordo. Posso essere più concreto facendo un esempio in particolare: la maggiore autorevolezza di una delle parti. Continua a leggere Etica del potere contrattuale

Ciao mondo!!

Modifico al volo il primo post del mio nuovo blog personale. Come ogni nuova installazione WordPress anche questa presenta l’immancabile post di prova “Ciao mondo!!”, normalmente il post si rimuove o se ne cambia il titolo, ma essendo questo un blog tutt’altro che serio decido di lasciarlo così com’è, mi sembra giusto iniziare con un semplice saluto.

Aggiungo solo una rapida dichiarazione di intenti per spiegare (quasi discolparmi) del perché decido di iniziare a scrivere qui. Continua a leggere Ciao mondo!!