OpenX OnRamp chiude

Ho letto con un certo dispiacere la notizia della chiusura di OpenX OnRamp, la versione hostata dell’ad server open source più diffuso nonché l’unico utilizzabile a livello professionale (con qualche riserva a questo punto). La chiusura è seguita all’ennesimo attacco di malvertising contro gli account degli editori che si sono visti iniettare codice malevolo all’interno delle pagine dei propri siti.

Francamente sono combattuto su come giudicare la vicenda. Non posso ignorare il ruolo importante che ha calcato la versione open di OpenX nell’industria dell’advertising, l’evoluzione e la crescita che il progetto open source ha vissuto nel corso delle versioni è stata negli anni passati entusiasmante (almeno per me). Se non sbaglio anni fa OpenX (all’epoca probabilmente si chiamava ancora OpenAds) ha persino ricevuto una donazione da Google, un milione di dollari in tempi non sospetti, quando ancora le due realtà non erano in competizione, quando cioè Google non aveva né lanciato Ad Manager (il vecchio DFP) né acquistato DART. Oggi non riesco a trovare traccia della vecchia notizia (la donazione) ma ne sono quasi certo, è da quel momento che OpenX sviluppò un piano commerciale articolato che lo portò poi nel tempo a differenziare la sua offerta. Negli anni la società ha beneficiato di finanziamenti in venture capital ben più sostanziosi, complessivamente 70 milioni di euro, e ahimè non posso ignorare nemmeno il fatto che dal lancio di OpenX Enterprise, la versione open source del progetto sia rimasta pressoché invariata, e oserei dire… trascurata.

Chi ha lavorato sul codice di OpenX Source sa che l’applicazione risulti tutt’altro che imperfetta. Anche la modellazione del database risulta limitata se paragonata a quanto offerto dalla concorrenza. La stessa versione Enterprise di OpenX ha superato i limiti della versione Source, ed è questo punto che merita una riflessione: c’è spazio per l’open source nell’advertising?

Non intendo incolpare OpenX di essere brutto e cattivo per non essere abbastanza in linea con lo spirito open source… sono gli unici nel loro settore ad averci scommesso con risultati! Ma oggi, di fronte a questa spugna gettata, c’è da chiedersi: c’è spazio per l’open source in una nicchia così competitiva come l’advertising, attorno alla quale ruotano interessi miliardari e che è orientata ad un uso strettamente professionale?

La mia è una domanda retorica, è chiaro che la risposta ci è data dai fatti. L’unica azienda nell’industria degli ad server ad aver improntato una strategia attorno all’open source sta cambiando modello in favore di quello dominante: il SAAS.

A mio giudizio la migliore “apertura” auspicabile tra gli ad server non è l’apertura al codice sorgente, ma l’apertura all’accesso via API. Non c’è alcun bisogno di modificare il codice sorgente di un ad server di livello enterprise, hanno già ogni funzionalità possibile! Le opportunità stanno nel lavorarci attorno integrando strumenti esterni. Va incoraggiato quindi l’accesso pubblico a documentazione e sandbox per gli sviluppatori, direi sia questo il modello vincente.

A malincuore chiudo il post consigliando a chi utilizzi ancora una versione Source di OpenX di valutare il passaggio ad una soluzione differente.

4 pensieri riguardo “OpenX OnRamp chiude”

    1. Sotto i 90 milioni di impressioni/mese DFP Small Business altrimenti l’ad server di livello enterprise che ti fa la migliore offerta

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