Come funziona il Registro Pubblico delle Opposizioni

Oggi ho scoperto un dettaglio curioso che mi ha rovinato il pomeriggio e non posso fare a meno di condividerlo. Tutti hanno esperienza di cosa voglia dire essere disturbati telefonicamente da “Marco della Fastweb”, “Monica di Infostrada” o “Giorgio di TeleTu”. Il lavoro dei call center che chiamano in uscita per fini commerciali, per quanto rispettabile, è odiato orizzontalmente da chiunque. So che è un lavoro spesso odiato anche da chi lo fa, essere obbligati a contattare persone non interessate al prodotto che si vende, spesso stanche ed arrabbiate… non è divertente.

È per questo che con decreto n. 256 del 2 novembre 2010 è stato istituito il Registro delle Pubbliche Opposizioni. Grazie a questo “fantastico servizio” se non vuoi essere più disturbato da “Marco della Fastweb” basta iscriverti in qualità di Abbonato al registro e… “Marco della Fastweb” continuerà a disturbarti lo stesso. Tale e quale a prima ve lo garantisco. Continua a leggere Come funziona il Registro Pubblico delle Opposizioni

Attribuzione del ROI: multi touch model

Qualche giorno fa in ufficio discutevamo allegramente riguardo la validità delle campagne di behavioral retargeting, inevitabilmente il discorso si è spinto fino al tema spinoso dell’attribuzione del ROI, argomento che ho la sensazione venga scarsamente considerato in Italia e che viene invece molto dibattuto in mercati più avanzati. Anche articoli in lingua inglese però finiscono per banalizzare spesso la questione incentrando l’attenzione sugli strumenti innovativi proposti dalla nuova piattaforma di turno concentrandosi meno sul vero problema: la consapevolezza di chi pianifica. Continua a leggere Attribuzione del ROI: multi touch model

Agevolazioni per le Start-up innovative, la mia esperienza

Vorrei condividere la mia infelice esperienza riguardo il tentativo, ancora in atto, di iscrivere Dotadv alla sezione speciale del registro delle imprese come start-up innovativa. Per chi non sa cosa sia una startup innovativa può leggere sul sito della camera di commercio.

Premetto che abbiamo i requisiti per beneficiare delle agevolazioni. Inizio questa triste avventura cercando di capire come procedere per la registrazione. Incappo in un documento molto dettagliato del registro delle imprese che spiega tutta le procedura in maniera semplice. Sono sorpreso! Dov’è la magagna? Pochi giorni dopo compare addirittura un tutorial online sul sito del registro delle imprese davvero a prova di imbecille. Così decido di cavarmela da solo, posso farcela… mi dico. Essendo in procinto di cambiare commercialista, questa sembra un’ottima occasione per richiedere accesso ai servizi online per la gestione unificata delle pratiche del registro delle imprese e della camera di commercio. Continua a leggere Agevolazioni per le Start-up innovative, la mia esperienza

OpenX OnRamp chiude

Ho letto con un certo dispiacere la notizia della chiusura di OpenX OnRamp, la versione hostata dell’ad server open source più diffuso nonché l’unico utilizzabile a livello professionale (con qualche riserva a questo punto). La chiusura è seguita all’ennesimo attacco di malvertising contro gli account degli editori che si sono visti iniettare codice malevolo all’interno delle pagine dei propri siti.

Francamente sono combattuto su come giudicare la vicenda. Non posso ignorare il ruolo importante che ha calcato la versione open di OpenX nell’industria dell’advertising, l’evoluzione e la crescita che il progetto open source ha vissuto nel corso delle versioni è stata negli anni passati entusiasmante (almeno per me). Se non sbaglio anni fa OpenX (all’epoca probabilmente si chiamava ancora OpenAds) ha persino ricevuto una donazione da Google, un milione di dollari in tempi non sospetti, quando ancora le due realtà non erano in competizione, quando cioè Google non aveva né lanciato Ad Manager (il vecchio DFP) né acquistato DART. Oggi non riesco a trovare traccia della vecchia notizia (la donazione) ma ne sono quasi certo, è da quel momento che OpenX sviluppò un piano commerciale articolato che lo portò poi nel tempo a differenziare la sua offerta. Negli anni la società ha beneficiato di finanziamenti in venture capital ben più sostanziosi, complessivamente 70 milioni di euro, e ahimè non posso ignorare nemmeno il fatto che dal lancio di OpenX Enterprise, la versione open source del progetto sia rimasta pressoché invariata, e oserei dire… trascurata. Continua a leggere OpenX OnRamp chiude

Criteri di targeting e frammentazione dell’inventario

Gli ad server consentono ormai di gestire ogni genere di criterio per il targeting di una campagna. E’ possibile specificare il target geografico dell’utente per IP, definire criteri legati alle tecnologie utilizzate (ad es. browser, SO etc…), applicare altri parametri custom che, se opportunamente integrati con sorgenti di dati esterne, consentono di implementare targeting comportamentali o demografici. Da un punto di vista nominale tutti gli ad server “consentono tutto” ed è difficile riscontrare in ciascuno delle evidenti mancanze se non sottoponendoli ad un’analisi approfondita o ad un periodo prolungato di utilizzo.

Fatta questa premessa potrà sembrare bizzarro che editori e concessionarie pubblicitarie utilizzino solo alcune delle tante possibilità offerte da questi strumenti e che raramente siano avvezzi a segmentare in maniera estrema il proprio inventario. Si potrebbe pensare: “se avete già la tecnologia perché non avvantaggiarvene offrendola ai vostri clienti?”. Eppure ciò generalmente non avviene (se non in proporzione minima rispetto al totale) ed esistono diverse valide ragioni che giustificano questo paradosso: Continua a leggere Criteri di targeting e frammentazione dell’inventario

Display advertising su inventario garantito, i dati?

Il mercato display dell’online advertising, nonostante il trend in decisa crescita, vive un momento di forte confusione, legato all’affermazione di circuiti che propongono l’applicazione di tecnologie e modelli di vendita che una volta erano prerogativa esclusiva del mercato search. Questo trend credo stia rendendo sempre più labile e poco significativa la classica divisione del mercato in segmento search e segmento display, mentre penso stia assumendo sempre maggior peso una segmentazione in vendita garantita vs vendita non garantita.

A dire il vero credo che questa distinzione sia vecchia ormai già da troppi anni e di sicuro non rappresenta più la reale situazione del mercato. Con il RTB infatti, non è la prima volta che vengono applicati, su inventari display, sistemi ad asta con un approccio tecnologico al targeting degli annunci. La rete display di AdSense è solamente l’esempio più noto di come il Real Time Bidding sia solo un’amplificazione di qualcosa a cui il mercato era già abituato. Continua a leggere Display advertising su inventario garantito, i dati?

Mobile advertising nel 2013

Anni fa mi sono schierato contro gli hype generati attorno al mondo mobile e ho etichettato come “speculative” molte iniziative che ritenevo fossero tenute in vita esclusivamente dal clima di dilagante euforia che caratterizzava l’intero settore. Ritenevo non ci fosse la massa critica necessaria a giustificare tanto rumore e assistevo a scarsi volumi (prevalentemente in termini di traffico).

Il mobile è stato comunque un trend di indiscusso traino negli ultimi anni e credo che oggi i tempi siano maturi per fare analisi meno sensazionaliste. Cosa è cambiato? Il chiacchiericcio si è fortemente ridotto, se ne sentono ancora tante ma sono tante anche le esperienze di chi ha visto deluse le eccessive aspettative, inoltre i volumi sono cresciuti e, oggi, possono sicuramente essere considerati interessanti. Continua a leggere Mobile advertising nel 2013

Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Ero a cenare con i miei, in questa tranquilla serata domenicale, quando un servizio in onda su RaiNews, della trasmissione Scenari, ha disturbato la mia quiete rovinandomi sul finire il pasto.

Il tema della puntata è “Evasori internazionali” e il servizio inizia subito in tromba con la seguente provocazione:

Usiamo tutti i giorni Google, Facebook, prodotti Microsoft o Apple. Ma loro le tasse le pagano?

si rispondono subito:

Assolutamente no, sono fra le compagnie che evadono di più il fisco sfruttando la loro dimensione multinazionale.

Un’introduzione tanto “strillata” non poteva certo far ben sperare riguardo la serietà di ciò che sarebbe seguito, ed effettivamente il tenore è rimasto lo stesso per tutto il servizio. L’obiettivo evidente è quello di approfittare dell’ondata di malcontento suscitata dal periodo di crisi economica, e del conseguente sentimento anticapitalistico che dilaga, per fare ascolti, poco importa se perseguendo l’obiettivo scappi qualche boiata. Continua a leggere Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Che fine ha fatto il Decreto Digitalia?

Segnalo questo video del grande Guido, nel quale viene denunciata la situazione grottesca  e di assoluta incertezza nella quale vengono ridotti tutti coloro i quali hanno interesse a seguire la conversione in legge del Decreto Digitalia. La faccenda a me sembra abbia dell’incredibile, spero tanto si tratti di un clamoroso errore che nessuno reputi accettabile.

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Cos’è il Real-Time Bidding – Le 10 cose che non si dicono

  1. Il Real-Time Bidding non è un concetto nuovo, la rete display di Ad Words funziona in modo analogo da una vita;
  2. Chiamare la stessa solfa in modo diverso genera un nuovo hype che spingere gli editori ad adottarla e gli advertiser ad allocarvi budget;
  3. Il Real-Time Bidding paga molto meno della vendita diretta, non a caso viene usato sugli inventari invenduti;
  4. Acquistare in Real-Time Bidding significa affidarsi a dati che non possono essere sottoposti a controllo umano;
  5. È molto difficile acquistare in Real-Time Bidding mantenendo il controllo di dove vengano visualizzate le creatività;
  6. Il Real-Time Bidding arricchisce i grandi network, impoverisce gli editori e non risponde alle logiche delle campagne di branding tradizionali;
  7.  In Real-Time Bidding controllare l’accostamento del proprio brand con quello dei propri concorrenti è impossibile;
  8. Il Real-Time Bidding spoglia gli spazi pubblicitari del loro valore intrinseco legato all’autorevolezza dell’editore e alla qualità dei suoi contenuti, i criteri di targeting che qualificano il bid sono riferiti all’utente;
  9. I budget allocati in Real-Time Bidding vengono in parte erosi dal segmento della vendita diretta. Un editore che apre l’inventario al Real-Time Bidding fa concorrenza a se stesso;
  10. Molto meglio vendere direttamente il proprio inventario garantito utilizzando Dotadv. 😉