Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Ero a cenare con i miei, in questa tranquilla serata domenicale, quando un servizio in onda su RaiNews, della trasmissione Scenari, ha disturbato la mia quiete rovinandomi sul finire il pasto.

Il tema della puntata è “Evasori internazionali” e il servizio inizia subito in tromba con la seguente provocazione:

Usiamo tutti i giorni Google, Facebook, prodotti Microsoft o Apple. Ma loro le tasse le pagano?

si rispondono subito:

Assolutamente no, sono fra le compagnie che evadono di più il fisco sfruttando la loro dimensione multinazionale.

Un’introduzione tanto “strillata” non poteva certo far ben sperare riguardo la serietà di ciò che sarebbe seguito, ed effettivamente il tenore è rimasto lo stesso per tutto il servizio. L’obiettivo evidente è quello di approfittare dell’ondata di malcontento suscitata dal periodo di crisi economica, e del conseguente sentimento anticapitalistico che dilaga, per fare ascolti, poco importa se perseguendo l’obiettivo scappi qualche boiata. Continua a leggere Evasori internazionali, disinformazione pura da RaiNews

Le startup per Google sono un rischio

Tempo addietro rimanevo quasi sorpreso nel leggere il paragrafo “Fattori di rischio” dell’annual report di Google, all’interno del quale figurano le startup, temute per la loro capacità di innovare e creare nuovi prodotti rapidamente.

…Emerging start-ups may be able to innovate and provide products and services faster than we can…

Da una prospettiva razionale, dimenticandoci cioè dell’alone mitologico che accompagna l’attività di Google, si tratta di una valutazione quasi scontata. È chiaro che un’azienda da 54.000 dipendenti, con centinaia di servizi all’attivo e che persegue svariati modelli di business, prende decisioni in maniera più attenta e ponderata (lenta) di quanto non possano permettersi di fare pochi individui seduti ad un tavolo con in mente un unico specifico obiettivo. Continua a leggere Le startup per Google sono un rischio

Google presenta Spanner e il NoSQL vacilla

Qualche settimana fa Google ha pubblicato un documento nel quale presenta il suo nuovo database con il quale sembra abbia già iniziato a gestire i sistemi legati all’advertising. Nel documento Google fa una dichiarazione forte che rischia di segnare il tramonto delle mode nate attorno al “movimento NoSQL”:

We believe it is better to have application programmers deal with performance problems due to overuse of transactions as bottlenecks arise, rather than always coding around the lack of transactions.

Linko volentieri questo interessante post per chi fosse interessato a leggere considerazioni più definite a riguardo. Nel post si parla anche di OrientDB progetto italiano per il quale simpatizzo. Continua a leggere Google presenta Spanner e il NoSQL vacilla